C’era una volta un regno sperduto nel quale viveva un eroe di nome Antares. In questo regno c’era un problema: il popolo era perseguitato da un drago di nome Arthur La Furia. Questo drago viveva in una grotta. C’erano diversi ostacoli da superare per arrivare all’ ultimo portale che avrebbe risucchiato Arthur per sempre. Per sbloccare questo portale bisognava avere una chiave che si otteneva a metà strada.
Ogni guerriero, prima di Antares, provò ad affrontarlo ma non fece ritorno. Antares, un giorno, mentre puliva il pesce pensò: «Se non salvo il mio popolo in tempo, La Furia lo distruggerà!».
Ripose il pesce nel sale e tornò a casa per prepararsi ad affrontarlo. La mattina seguente, dopo aver passato tutta la notte a escogitare un piano per arrivare al portale, s’incamminò per la grotta. Fece una prima sosta, montò la tenda e dormì fino al tardo pomeriggio per poi ripartire; successivamente fece una seconda sosta per mangiare. Quando arrivò davanti alla grotta trovò il drago accovacciato a dormire. Antares oltrepassò Arthur usando i suoi stivali che gli permettevano di volare. Per primo ostacolo superò con poca difficoltà un ponte sospeso sulla Lava; come secondo ostacolo dovette fare a pugni con un troll gigante mezzo cavallo.
Per terzo fu costretto a usare un’ascia per tagliare a metà una roccia che lo perseguitava. Il quarto ostacolo a prima vista sembrò semplice ma, quando entrò nel fiume, si accorse che quella che sembrava una tartaruga innocua in realtà era una pericolosissima tartaruga carnivora. Tirò fuori dallo zaino l’ultimo pezzo di carne secca rimastogli e la lanciò più lontano che poté. La tartaruga, distratta dal pezzo di carne, permise ad Antares di oltrepassare il fiume. Dopo averlo oltrepassato si trovò davanti uno scrigno nel quale rinvenne la chiave per aprire il portale.
Il quinto ostacolo erano le sabbie mobili; nel sesto ostacolo dovette affrontare degli gnomi assassini che uccise uno a uno con la sua spada in diamante. Per Antares il settimo fu “il più easy”: affrontò degli uomini di fuoco che sconfisse con la sua bottiglia magica che gli permetteva di sconfiggere le anime oscure.
L’ultimo ostacolo per lui fu il più impegnativo perché consisteva nell’arrivare al portale che si trovava in cima a una rupe. Provò più volte ad attaccare la sua corda alla roccia situata accanto al portale ma non ci riuscì. Quando stava per perdere la speranza si voltò e vide un’aquila gigante avvicinarsi, così ci salì sopra. Chiese all’aquila se poteva portarlo in cima alla rupe, dove era situato il portale, e così fece.
Dopo, Antares scese, prese la chiave dalle tasche e aprì il portale che risucchiò nel sonno Arthur La Furia e insieme a lui tutti gli ostacoli. Antares poi lo richiuse, tornò nel suo regno dal quale fu proclamato re e vissero tutti felici e contenti.
