Eravamo una famiglia bellissima, sempre unita. Formata da nostra madre, nostro padre, io, mia sorella più piccola e infine mio fratello, sempre più piccolo.
Fino a una sera, quando l’esercito russo lo chiamò per andare in guerra. Da lì nostra madre ci mandò dal nostro zio di secondo grado, il quale era un professore ben conosciuto nella città.
In quel momento io e i miei fratelli stavamo giocando a nascondino nell’enorme palazzo di nostro zio.
«Dai, ora conto io!» Disse mio fratello Pietro. La mia sorellina Maya volle nascondersi dentro a questo armadio, così entrammo e cercammo la fine, però trovammo tutt’altro…
«Maya, che cavolo…?! Dove siamo?». Maya restò a bocca aperta.
Ci guardammo in giro e…Eravamo in un paese dentro l’armadio! Un posto pieno di fiori e alberi di ciliegio, pesca e acacia.
Maya essendo piccola non riusciva a parlare benissimo.
«Maya, questo è surreale! Non è normale!».
Maya, solo guardandola, si vedeva che era stupita.
«Tommy…che bello!». Le uniche parole che riuscì ad esprimere. In tutto ciò, Pietro stava ancora contando! O tanto meno cercando di farlo!
«Maya dobbiamo tornare!»
«No io resto qua!» Ed eccola, non parla mai ma per fare i capricci è sempre capace ed ha sempre voce!
«Maya, mi devi ascoltare! Adesso non è l’ora dei capricci!» Così la obbligai a rientrare, e non appena uscimmo dall’armadio andammo subito da Pietro.
«Pietro, non puoi capire!»
«Ma, ragazzi, dovevo cercare io!». Io e Maya stavamo con il fiatone per la corsa fatta dall’armadio al salone.
«Pietro, non puoi capire, abbiamo trovato un paese dentro all’armadio!». Dissi veloce ma senza urlare per non farci sentire da nostro zio.
«Dai, ragazzi, basta con queste sciocchezze! Tommaso, anche tu che sei il fratello più grande, ti ci metti a credere!».
«Pietro, se non ci credi vieni con noi!». Così, presi Maya in braccio e Pietro per la mano e tornammo su alla camera.
Andammo subito dentro all’armadio e quando stavamo per arrivare al bellissimo posto fiorito e con un sole splendente…
Iniziamo a sentire freddo, un freddo atroce.
Arrivati alla fine cascammo sulla neve!
«Cosa? La neve! Wow!». Maya cominciò a saltellare su di essa, felice.
«Pietro, adesso ci credi?!», guardai Pietro, che era pietrificato.
Pietro non potè credere ai suoi occhi!
Noi iniziammo a giocare lanciandoci la neve di qua e di là, però qualcosa non mi tornava, perché prima era pieno di fiori… Come se fosse primavera e adesso era inverno! Aspetta, cambia a seconda di quelle stagioni? Che figo!
«Ragazzi, vi immaginate che figo se…» proprio prima di finire la frase nostro zio tornò dal lavoro e ci iniziò a chiamare! Così di fretta iniziamo ad uscire!
«Ciao, zio! Eccoci!». Dissi facendo uscire tutti dalla stanza.
Nostro zio restò pietrificato. «Chi vi ha dato il permesso di entrare lì?!». Disse arrabbiato e noi restammo pietrificati
«Adesso a tavola ché ho portato la pizza! E non provateci mai più!». Così, noi andammo a mangiare ma restammo con il dubbio…
Perché non voleva che entrassimo là dentro?
