Dopo l’esplosione della terra, rimasero solo sette pianeti all’interno del sistema solare: Venere con imperatore Venus, Marte con imperatore Martius, Mercurio con imperatore Mercurius, Giove con imperatore Jupiter, Saturno con imperatore Saturnus, Urano con imperatore Uranius, Nettuno con imperatore Neptunius e la Luna con imperatore Lunarius, che si aggiunse dopo l’esplosione della terra, e diventò il nuovo ottavo pianeta a tutti gli effetti.
Ognuno di questi pianeti aveva un popolo, cosa di cui erano ignari i terrestri; sui pianeti si viveva bene finché… Un giorno uno degli scienziati di Mercurio scoprì che il sole era carico di un’energia nucleare potentissima. All’inizio gli abitanti di Mercurio non volevano utilizzare quell’enorme potere, perché sapevano che era proprio con il nucleare che i terrestri avevano distrutto il proprio pianeta e se stessi. Poi, però la notizia arrivò a tutti gli altri pianeti e ogni imperatore pensò a tutte le armi e le navi che avrebbe potuto costruire con una tale energia. Così, proprio in quel giorno scoppiò una “corsa all’oro”, ogni pianeta voleva impossessarsi dell’energia e in pochissimo l’universo si trasformò in un enorme campo di battaglia.
Gli eserciti erano immensi e i popoli di ogni pianeta erano differenti tra loro per forma fisica: i Mercuriani avevano fattezze simili alle talpe terrestri ma a differenza loro i mercuriani erano molto intelligenti; i Veneriani erano l’evoluzione di una specie che per molto tempo fu sulla terra fino a che un giorno non decise di andarsene e stanziarsi su venere, sto parlando dei dinosauri! Ora erano dotati di intelletto e dimensioni più ridotte. I Lunari avevano un’enorme testa con due occhioni neri e un corpo esile; i Marziani erano rocciosi “golem” formati da roccia rossa e con una grande forza; i Giovi erano formati prevalentemente da gas; i Saturniani erano simili agli esseri umani ma con pelle bianca e ali da pipistrello; gli Uraniani erano come pinguini ma anche loro molto intelligenti. Infine, i Neptuniani erano corpi di ghiaccio, freddi in tutti i sensi.
Tutto il silenzioso universo era diventato un caos. Le prime truppe ad andare verso il sole furono l’armata di Uranius e Neptunius, spinti entrambi dalla sete di potere. Quando Uranius arrivò al sole i soldati di Mercurius ci si erano barricati davanti; Mercurius era contrario all’utilizzo di quella potente energia. Uranius non fece nulla, era in minoranza finché non arrivò Neptunius con un’enorme nave da guerra. In quel momento Uranius decise di attaccare Mercurius assieme a Neptunius. Assieme scatenarono il panico più totale. Le truppe distrussero le barricate di Mercurius e poi iniziarono a succhiare via l’energia del sole con dei macchinari. Dopo, misero i motori della nave a razzo e Neptunius ritornò sul suo pianeta lasciando lì Uranius amareggiato per la fregatura. Allora, accese i motori anche lui e iniziò a seguirlo. Gli stava alle calcagna, non gli avrebbe permesso di prendere “il bottino” così facilmente.
Nel frattempo, gli altri pianeti arrivarono al sole dove trovarono solo i brandelli della nave di Mercurius; i soldati rimasti dissero a Jupiter che Neptunius aveva preso l’energia ed era ritornato a Nettuno. Jupiter allora partì verso Nettuno, ma non diede l’informazione agli altri pianeti che lo scoprirono in ritardo. Jupiter aveva un vantaggio. Quando arrivò a Nettuno, trovò il caos: le due armate di Neptunius e Uranius, si stavano uccidendo a vicenda, e Jupiter ne approfittò per scendere nel pianeta cercando di non morire e rubare l’energia a Neptunius. Dopo aver rubato ogni singola goccia di quella meraviglia, se ne andò via furtivamente verso Giove ma a metà strada trovò una sorpresa: Le truppe di Martius!
Gli avevano teso una trappola! Jupiter era paralizzato dalla paura, perché sapeva quanto i soldati di Martius fossero cruenti. Martius in quel momento aprì il fuoco e, dopo che l’armata di Jupiter fu distrutta, Martius prese l’energia da quello che rimaneva della nave di Jupiter e se ne andò.
Martius, allora, decise di allearsi con Venus, perciò le sue truppe si diressero con l’energia su Venere. Martius era soddisfatto, aveva vinto con l’aiuto di Venus… ma durante la festa di celebrazione della vittoria, Venus tirò fuori le armi e disintegrò con un colpo di pistola la rocciosa testa di Martius, assieme a tutti i suoi soldati. Dopo aver sterminato i marziani che erano su Venere, Venus prese l’energia e ne rivendicò la proprietà, ora quell’immenso potere era solo di Venere. Quando Saturnus lo scoprì andò subito su Venere con tutti i suoi soldati. La battaglia finale stava arrivando: Venus contro Saturnus.
Le truppe di Saturno sbarcarono su Venere in fretta e furia, e iniziarono ad uccidere senza pietà. L’energia, però, era nascosta e Venus l’avrebbe difesa a costo della vita. Saturnus era potentissimo, spazzò via centinaia di vite, e riuscì ad arrivare da Venus superando ogni porta, ogni muro, ogni ostacolo.
Si guardarono negli occhi: Venus tremava dalla paura mentre vedeva la pistola di Saturnus dritta sulla sua squamosa testa e…
Nel momento del colpo finale si sentì un boato. Allora, Saturnus guardò in cielo e vide la fine: un enorme buco nero mandato dalla Luna, che per tutto questo tempo era stata in silenzio divora i pianeti. Così aveva progettato il suo piano finale, che avrebbe distrutto Venere in un secondo.
Una navetta della Luna scese su Venere. Il suo equipaggio prese a Venus l’energia senza fatica, perché questo era troppo scioccato per opporre resistenza. Poi la navetta ripartì e andò verso Lunarius a cui consegnò l’energia.
In quel momento, appena le sue mani toccarono quell’enorme fonte di potere, si liberò il buco nero che nel silenzio dell’oscura galassia divorò Venere e tutte le vite su di esso.

Colui che per tutto questo tempo era stato lontano dalla guerra, fu proprio colui che la vinse.
La Luna aveva vinto!
