Iniziò tutto un freddo giorno di xxxxx. Erano le 8:00 in punto, ed io mi trovavo già a scuola; facevo la 5° elementare, e, appena giunsi all’entrata, ebbi una sensazione molto strana: nel box della portineria non c’era nessuno (il che era strano perché ogni volta che un alunno entrava, veniva segnato sul registro) ma lasciai perdere ed entrai in classe. Anche lì non c’era nessuno, ed erano già le 8:15! Mi misi seduta impaziente che arrivasse qualcuno, e passai le ultime due ore a colorare, disegnare e decorare la copertina del mio quaderno.
Controllai l’ora e, neanche rendendomene conto, erano già le 12:30!
Il mio stomaco brontolava, perciò scesi per mangiare qualcosa alla mensa.
Poco dopo essere salita, sentii un rumore provenire da un’altra aula, quella della 3° elementare; senza pensarci un attimo, mi misi a correre verso le scale. Intanto, quel rumore aumentava sempre di più, perciò presi l’ascensore perché non ci tenevo ad accappottarmi per le scale… Mi voltai. Qualcuno mi stava inseguendo. Per fortuna il mio inseguitore era molto astuto e decise di prendere la via più pericolosa: gli scalini ed infatti si sentì un tonfo che anche dall’ascensore si poteva udire! Mi immaginai la scena esilarante.
Intanto che il mio amatissimo nemico si riprendeva dalla caduta, io mi nascosi sotto il letto di una stanzetta trovata mentre stavo cercando un nascondiglio sicuro.
Dopo una quindicina di minuti che aspettavo che il mio inseguitore se ne andasse, sotto quel nascondiglio soffocante, mi liberai dal piccolo spazietto. Proprio in quel momento si aprì la porta.
Io rimasi immobile con gli occhi chiusi dalla paura. Poi, dopo qualche istante, sentii una voce familiare. Era quella della mia maestra che (non so da quanto tempo) mi rincorreva per tutta la scuola per dirmi che c’era sciopero generale e la scuola era chiusa per tutta la giornata; mia madre se ne era completamente dimenticata!
A quel punto chiamarono casa e mi dissero di prepararmi per andare. Stavo finalmente tornando a casa dopo quella strana giornata ma, proprio quando varcai il cancello, vidi una strana sostanza violacea per terra: ipotizzai che fosse caduta dal suo contenitore e che servisse per svolgere qualche lavoro, ma poi, si trasformò in fumo, e in quel fumo, apparve una persona con gli occhi grandi ed inquietanti che mi fissavano.
Dopo qualche secondo, sparì nel nulla, e solo allora capii. Era lui il mio vero inseguitore e tornerà a cercarmi finché non mi prenderà…
